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Le pompe di calore: un alleato per ridurre l’inquinamento ambientale

22/10/2015
Si riaccendono gli impianti di riscaldamento e si torna a parlare di PM10 e polveri sottili.
I sistemi a pompa di calore presentano molti vantaggi in termini di efficienza energetica, comfort ambientale, sostenibilità, convenienza. Quando si accendono gli impianti di riscaldamento e si ricomincia a parlare di polveri sottili e blocco del traffico la pompa di calore si rivela anche un alleato prezioso per contribuire a ridurre l’inquinamento ambientale, soprattutto nelle grandi città.
Al contrario delle tradizionali caldaie, le pompe di calore non usano combustibili fossili per il loro funzionamento, contribuendo alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica (CO₂), che ha effetti alteranti sul clima, e di particolato PM10, le polveri sottili i cui livelli limite vengono spesso superati in inverno, con conseguenti blocchi della circolazione delle autovetture e riduzione dell’orario di utilizzo degli impianti termici tradizionali.
La riduzione di emissioni inquinanti in atmosfera ha ricadute positive sulla salute dei cittadini. Migliorare la qualità dell’aria che respiriamo nelle nostre città porta a una diminuzione delle malattie delle vie respiratorie e delle allergie, quindi dell’assenteismo per motivi di salute: in questo modo si risparmia sui costi sociali.
 
Cos’è il particolato?
Particolato, polveri sottili o polveri totali sospese (PTS) sono tutti termini che identificano l’insieme delle sostanze sospese in aria: fibre, particelle carboniose, metalli, silice, inquinanti liquidi o solidi.
Il particolato è l’inquinante che ha il maggiore impatto nelle aree urbane ed è composto da tutte quelle particelle solide e liquide, disperse nell’atmosfera, con un diametro compreso tra 0,005 e 500 micron.
Il particolato si forma sia per fattori naturali che per fattori provocati dall’uomo (detti antropici). Fra i fattori antropici ‒ meno del 10% del totale delle PTS, ma molto rilevanti nei centri urbani ‒ si include gran parte degli inquinanti atmosferici prodotti da emissioni del riscaldamento domestico, della combustione dei motori a scoppio, da residui dell’usura del manto stradale, dei freni e delle gomme delle vetture, da emissioni di lavorazioni meccaniche, dei cementifici, dei cantieri, da lavorazioni agricole e inceneritori. L’insieme delle polveri totali sospese può essere scomposto a seconda della distribuzione delle dimensioni delle particelle. Le particelle sospese possono essere analizzate quantitativamente e identificate in base al loro diametro medio. L’identificativo delle dimensioni è il Particulate Matter, abbreviato in PM, seguito dal diametro massimo delle particelle. Ad esempio si parla di PM10 per le particelle con diametro inferiore a 10 micron.

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