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Differita al 2020 la fase finale della riforma delle tariffe elettriche

17/12/2018
Il Capogruppo Pompe di calore di Assoclima spiega perchè è stato rinviato il completamento della riforma.

L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ha differito al 1° gennaio 2020 il completamento della riforma delle tariffe elettriche relativa alle componenti degli oneri generali di sistema per i clienti domestici.

La riforma delle tariffe elettriche del settore domestico – ricorda Fernando Pettorossi, Capo Gruppo Italiano Pompe di Calore Assoclima – prevedeva l’eliminazione dei prezzi a scaglioni crescenti e un totale livellamento del prezzo del kWh in relazione ai costi sostenuti dalle imprese. Poiché sulla bolletta elettrica insistono più componenti (oneri di rete, oneri generali, di commercializzazione e vendita, erariali e IVA), la riforma è stata avviata con gradualità.
I motivi di tale gradualità sono da attribuire ai rilevanti sussidi incrociati che regolavano il costo del kWh: alcuni utenti, coloro che consumavano poco, pagavano sotto costo l’energia elettrica, mentre gli utenti che consumavano più energia elettrica, peraltro spesso energeticamente più virtuosi, pagavano prezzi molto più consistenti.
Eliminando i sussidi incrociati, la tariffa
flat ha ovviamente comportato un lieve aumento dei costi per alcuni utenti, per cui l’Autorità ha deciso come primo atto il livellamento graduale degli oneri di rete e successivamente l’avvio del livellamento, sempre graduale, degli oneri generali con conclusione finale nel 2023. Alcuni eventi hanno però indotto l’Autorità a intraprendere azioni che hanno rallentato la riforma.

La decisione di posticipare di un anno il completamento della riforma delle tariffe elettriche relativa alle componenti degli oneri generali di sistema per i clienti domestici è stata presa per evitare la sovrapposizione, nel 2019, con gli effetti che deriveranno dalla riattivazione degli oneri generali, parzialmente sospesi negli ultimi due trimestri per limitare gli aumenti di spesa dell’energia elettrica. Per le componenti tariffarie degli oneri generali rimane quindi in vigore la struttura a due scaglioni in vigore nel 2018 (fino a 1.800 kWh/anno e oltre 1.800 kWh/anno). Ciò permette di mantenere proporzionato, per tutti i clienti domestici, l’effetto della riattivazione degli oneri generali.
Il rinvio non riguarda invece la componente DISPBT, applicata a tutti i clienti aventi diritto al servizio di maggiore tutela, che nel 2018 aveva ancora una struttura progressiva per i clienti domestici residenti. Dal 2019 vengono pertanto eliminati gli scaglioni da tale componente che riguarda i costi di commercializzazione.

La riforma – conclude Pettorossi – ha già permesso di eliminare la progressività dalle tariffe dei servizi di rete (trasmissione e distribuzione), con evidenti vantaggi per gli utenti domestici che impiegano sistemi a pompa di calore per la climatizzazione annuale delle proprie abitazioni. Questo differimento è un problema transitorio perché nei prossimi anni dovrebbe iniziare il decalage dei costi delle vecchie e consistenti incentivazioni assegnate.

Per maggiori informazioni è possibile consultare la Delibera 5 dicembre 2018 626/2018/R/eel.

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