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Ecobonus: circolare 11/E Agenzia delle Entrate con i chiarimenti per la cessione del credito fiscale

26/06/2018
Individuati i soggetti interessati e gli enti che rientrano nel perimetro delle banche e degli intermediari finanziari.
Il meccanismo di cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante per interventi di riqualificazione energetica (Ecobonus 65%) viene chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la circolare 11/E del 18 maggio 2018.
La Legge di Bilancio 2018 ha previsto la possibilità di cessione del credito corrispondente alla detrazione non più solo per gli interventi relativi alle parti comuni degli edifici condominiali, ma anche per gli interventi di riqualificazione energetica effettuati sulle singole unità immobiliari. I soggetti incapienti possono cedere il credito anche alle banche e agli intermediari finanziari. 

La circolare 11/E spiega che la possibilità di cedere il credito riguarda tutti coloro che sostengono le spese, compresi quelli che non potrebbero fruire della detrazione perché la loro imposta lorda è assorbita da altre detrazioni o non è dovuta. La disposizione vale per i contribuenti Ires e i cessionari del credito che possono, a loro volta, cedere il credito ottenuto.

Quanto ai soggetti a favore dei quali può essere effettuata la cessione del credito, oltre ai fornitori dei beni e servizi necessari per la realizzazione degli interventi agevolabili, la norma fa riferimento anche ad “altri soggetti privati” (persone fisiche e coloro che esercitano attività di lavoro autonomo o d’impresa, anche in forma associata, diversi dai fornitori ma collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione) e “banche e intermediari finanziari” nelle sole ipotesi di cessione del credito da parte di contribuenti che ricadono nella no tax area.

La circolare del 18 maggio 2018 fornisce ulteriori chiarimenti: innanzitutto, la cessione del credito deve intendersi limitata a una sola eventuale cessione successiva a quella originaria.
Nei casi in cui la disciplina non consente la cessione del credito a istituti di credito e intermediari finanziari, si deve ritenere che la preclusione operi non soltanto nei confronti di quelli autorizzati dalla Banca d’Italia all’esercizio dell’attività di concessione di finanziamento e iscritti nell’apposito albo, ma anche di tutte le società classificabili nel settore delle società finanziarie, i cui crediti nei confronti dello Stato inciderebbero sull’indebitamento netto e sul debito pubblico per l’importo del credito ceduto (ad esempio, i Confidi, con volumi di attività pari o superiori ai 150 milioni di euro, le società fiduciarie e quelle di cartolarizzazione). A favore di questi soggetti, quindi, non può essere effettuata né l’originaria cessione del credito né l’eventuale successiva cessione da parte del primo cessionario.

Al contrario, il credito si può cedere nei confronti di organismi associativi, compresi i consorzi e le società consortili, anche se partecipati da soggetti rientranti nel novero delle società finanziarie qualora questi detengano una quota di partecipazione non maggioritaria o, più in generale, non esercitino un controllo di diritto o di fatto sull’ente partecipato o collegato.

Il credito può essere ceduto anche alle ESCO (Energy service companies) e alle SSE (Società di servizi energetici) accreditate presso il GSE, comprese le imprese artigiane e le loro forme consortili, che hanno come oggetto sociale, anche non esclusivo, l’offerta di servizi integrati per la realizzazione e l’eventuale successiva gestione di interventi di risparmio energetico.
L’Agenzia delle Entrate precisa infine che i comportamenti non conformi ai chiarimenti forniti dalla circolare messi in atto prima della pubblicazione della stessa non saranno sanzionati.
 
> Circolare 11/E del 18 maggio 2018
> Comunicato stampa
 

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