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Normativa RAEE e smaltimento del vecchio climatizzatore

Ho intenzione di acquistare un nuovo climatizzatore, cosa devo fare con il vecchio apparecchio? Chi provvede a smaltirlo?

Gli installatori, che provvedono a installare il nuovo climatizzatore dopo aver rimosso l’apparecchio già esistente, sono organizzati per dismettere il prodotto, metterlo in sicurezza e portarlo nei Centri di Raccolta. Questi possono essere collocati all'interno di piazzole di conferimento comunali oppure in strutture organizzate e autorizzate per tale servizio. Il vecchio climatizzatore diventa un rifiuto RAEE (acronimo di Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, ovvero rifiuti che provengono da apparecchiature che dipendono per il loro funzionamento dall’energia elettrica) e deve essere trattato, una volta confluito in un Centro di Raccolta, nel rispetto di rigidi criteri di sicurezza.
 
Nel caso in cui si compri autonomamente un apparecchio per la climatizzazione, fermo restante la necessità che venga installato da un operatore professionista (e abilitato secondo le disposizioni vigenti in materia di gas refrigeranti), si può anche decidere di portare autonomamente e gratuitamente quello vecchio a smaltire presso i Centri di Raccolta comunali,  ma bisogna considerare i problemi logistici e il fatto che prima è necessario confinare il refrigerante. Sono pochi i privati cittadini che si occupano di questa operazione da soli. La cosa migliore è affidarsi all’installatore: non ci sono costi per lo smaltimento in quanto per prodotti come i climatizzatori split (fino a 12 kW) è già previsto un contributo dell’utilizzatore sul prezzo di acquisto (chiamato ECR, Ecocontributo RAEE o Visibile fee), che va a finanziare il tutto il processo attraverso i Sistemi collettivi RAEE (Consorzi di produttori).
 
I Sistemi collettivi RAEE, dei quali fanno parte le aziende produttrici e distributrici, gestiscono il trasporto e il conferimento ai centri di trattamento. Questi ultimi processano le operazioni di riciclo dei materiali derivanti da rifiuti elettrici ed elettronici domestici. Il sistema si basa sul principio della responsabilità collettiva del produttore (inteso come chi immette per primo apparecchiature elettriche ed elettroniche sul territorio italiano) e sul sistema degli ECR.
 
In caso di mancato o scorretto smaltimento dei RAEE non sono previste sanzioni per gli utenti finali, ma solo per i produttori (per inadempienze nel finanziamento del sistema) o per gli operatori del settore, come i riciclatori.
 
IL RAEE in breve:
 
Con RAEE si intendono tutti i rifiuti che provengono da apparecchiature che dipendono per il loro corretto funzionamento dall’energia elettrica. Si tratta di rottami tecnologici, ad esempio piccoli e grandi elettrodomestici, apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni, apparecchiature di consumo, di illuminazione, strumenti elettrici ed elettronici, ecc. La maggior parte di questi rifiuti tecnologici è altamente inquinante, a causa della presenza di sostanze tossiche per l’ambiente e della non biodegradabilità. Per questi motivi sono molto difficili da gestire adeguatamente all'interno del tradizionale ciclo di raccolta e smistamento dei rifiuti semplici. Questi prodotti vanno pertanto trattati correttamente e destinati al recupero differenziato dei materiali di cui sono composti.
La materia dei RAEE è regolata da direttive europee che sono state recepite in Italia con il Decreto Legislativo n. 151 del 25 luglio 2005. Per garantire la protezione dell'ambiente e inviare i RAEE a Centri di Raccolta adeguati è prevista la raccolta differenziata di tali apparecchiature.

Si ringrazia per le informazioni Walter Rebosio – Consorzio Remedia (http://www.consorzioremedia.it/it/).

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