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Tariffe elettriche

Tariffe elettriche

La nuova tariffa elettrica e il completamento della riforma tariffaria
 
Attualmente non esistono più le tariffe elettriche come le conoscevamo - D2 per residenti fino a 3 kW, D3 per non residenti e residenti con più di 3 kW e tariffa sperimentale D1 per le pompe di calore - ma è stata introdotta una nuova tariffa indistinta per clienti domestici e a costo uguale (flat) per ogni kWh prelevato dal singolo cliente dalla rete elettrica; variano solo gli oneri fissi per kW impegnato legati allo scaglione di potenza prescelto.
 
La nuova tariffa è il risultato della riforma delle tariffe elettriche per i clienti domestici, iniziata nel 2016, secondo le disposizioni della Delibera 2 dicembre 2015 582/2015/R/eel e in attuazione del Decreto legislativo n. 102/2014, e conclusasi – dopo alcuni rinvii – il 1° gennaio 2020.

Già nel 2017 per i servizi di rete è stata eliminata ogni progressività e ogni sussidio incrociato tra clienti domestici, rendendo la nuova tariffa più equa e più aderente ai costi di servizio. Nel 2020 sono stati eliminati anche gli scaglioni di progressività di consumo (fino a 1800 kWh/anno e oltre 1800 kWh/anno), che ancora erano presenti nella struttura degli oneri generali di sistema, mentre rimane una differenziazione tra clienti residenti e non residenti per la sola componente tariffaria annuale relativa agli oneri generali di sistema.
 
 
tariffa elettricaIl motivo principale per il quale è stata avviata una riforma tariffaria per i clienti domestici è dovuto alla struttura che era diventata ormai anacronistica delle tariffe elettriche in Italia, risalente a più di quarant’anni fa, basata su sussidi incrociati e scaglioni di consumo progressivi. Sia i servizi di rete (spese per trasmissione, distribuzione, misura) che gli oneri generali di sistema crescevano al crescere dei consumi; in questo modo gli utenti con prelievi inferiori a 2.700 kWh annui pagavano una tariffa sotto costo rispetto ai consumi, in quanto erano finanziati da coloro che superavano questi prelievi e dai non residenti, che pagavano invece dei sovraccosti.
Questo tipo di sistema tariffario negli anni ha favorito i bassi consumi e penalizzato le tecnologie energeticamente efficienti e rinnovabili come le pompe di calore, dato che la loro installazione comportava un importante aumento dei consumi elettrici, della potenza impegnata e dei costi in bolletta.
 
Con l’introduzione nel 2014 della tariffa sperimentale D1 per chi installava pompe di calore come unico impianto di riscaldamento della propria abitazione è iniziato il percorso che ha portato a una tariffa non progressiva per tutti gli utenti domestici. Chi aveva richiesto la ex tariffa D1 (la sperimentazione è terminata il 31 dicembre 2016) ha potuto usufruire in anticipo, grazie a un provvedimento dell’Autorità, della nuova struttura tariffaria non progressiva, entrata finalmente a regime a gennaio 2020 per tutti i clienti domestici.
tariffa elettricalivelli di potenza impegnata che compaiono nelle bollette elettriche, definiti anche “taglie” e determinati in base alla contemporaneità dei consumi elettrici, sono passati nel 2017 da 6 a 15, con più possibilità di scelta. Inoltre fino al 31 dicembre 2020 c’è una riduzione dei costi richiesti una tantum per effettuare il cambio di potenza, nello specifico l’azzeramento del contributo amministrativo in quota  fissa (27 €) per richieste di variazione del livello di potenza disponibile e la riduzione di circa il 20% del contributo in quota potenza per gli aumenti fino a 6 kW.
 
Per le fatariffa elettrica miglie a basso reddito, che potrebbero subire gli eventuali effetti negativi della nuova tariffa, è stato potenziato il Bonus elettrico, un’agevolazione sulla bolletta annuale introdotta dal Governo e resa operativa da ARERA con la collaborazione dei comuni, per assicurare un risparmio alle famiglie in condizione di disagio economico e fisico.
Dal 2021 il Bonus elettrico verrà esteso in automatico a tutti coloro che ne hanno diritto tramite l’utilizzo delle banche dati di istituti come l’INPS, per evitare casi in cui gli aventi diritto non ne facciamo richiesta in quanto non a conoscenza dell’agevolazione.
 

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